MOLLATI GLI ORMEGGI...SI COMINCIA DA QUI...


Una vecchia storia, che, per fortuna si ripete.

Qualcuno si è alzato misteriosamente dalla sedia del bar, ha cominciato a grattare un muro, a inchiodare un' asse, a dipingere una parete, a discutere animatamente sul colore da dare alle porte o alle sedie.

Vedere i 20 anni e i 40 e i 60 e i 70 prendersi a cuore la stessa cosa, versare lo stesso sudore e alla fine sentirsi un po’ a casa propria nella casa di tutti.

La gioia più’ grande è stata quella di riprendere un po’ di fiducia nella politica, quella vera, quella del fare e del ripartire dal basso.

Ringrazio tutti loro.

Oggi più’ che mai, dove, a guardarsi intorno, mi sembra non esistere più’ niente di quello che c’era, dove il terreno è fertile per la “banalità del male”.

Faccio parte di quella generazione che, per certi versi, ha vissuto la coda di quello che era credendo ingenuamente che ancora ci fosse.

Vengo dagli anni ’90, dal crollo del muro, le manifestazioni a scuola contro la Guerra del golfo, poi Sarajevo, la Guerra della porta accanto, mani pulite, la fine del Socialismo, della Democrazia Cristiana, del Comunismo, la fine delle feste dell’unità, la fine di un’idea, di un’ appartenenza, i centri sociali, i disobbedienti e poi il G8 fino all’11 settembre, fine.

Un’altra pagina.

A guardarsi intorno ora, sembra davvero non ci sia più’ niente, nemmeno qualcuno con cui prendersela, ma non è così, prendiamocela con tutti e prendiamocela a cuore.


Il vuoto intorno è disarmante, la situazione è eccellente.